Fumo Bruno

Fumo Bruno

Giordano in fumo non c’è apostasia per l’ortodossia
che col bastone mena il gregge dal pastore,
che usa i cani contro i ladri ed i lupi per frati e padri.

Frà Giordano, domenicano, c’è il Cosmo in convento
quando tutto è spento, nei libri proibiti sotto al letto
c’è Erasmo, Copernico, l’Inquisizione.

Bellarmino è il cardinale e al rifiuto di abiurare
con incenso, mitra e morale può così sentenziare:
Essendo tu, fra Giordano che tu avevi detto ch’era
biastiema grande il dire che il pane si transustantii in carne,

dichiariamo te heretico, i tuoi libri all’indice tutti abbrugiati
“.
Ma per il Frate sono loro a temere il rogo
più di quell’uomo, pestato e solo.

Come ne “Gli eroici furori” Bruno è Atteone il cacciatore,
s’imbatte in Diana
che lo muta in cervo e sbranato dai suoi cani si rinnova
nei riflessi di luce del lago e conosce sé,
come ne “La cena de le ceneri” varca l’aria e le sfere cristalline e

tutti i corpi celesti come fosse ad abitarli tutti, nell’animazione
universale in cui dio è energia, è magia, causa principio et uno.

Giordano Bruno, fratello in fumo, figlio di dio e di nessuno,
aperti i chiostri della verità fra infinite vestigia,
complicatio dei, explicatio dei, la materia è immanente,
complicatio dei, explicatio dei, energia vivente.
Possiamo tutti abitare i pianeti del Cosmo
nell’espansione infinita, dove c’è sempre la vita,
nell’infinito universo e mondi e mondi e mondi.
Nascono mille galassie ogni pochi secondi con mondi.